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IL LATTE
IL LATTE

Mi ricordo l'antico sapore del latte casareccio, la mia bevanda preferita, senza il latte una colazione non è tale, oggi lo compero al supermercato come fanno quasi tutti ma una volta nel cervese se ne produceva tanto di quello buono, crudo e completamente intero.
I miei nonni li ho sempre visti usare il trattore in campagna, ma tempo prima si avvalevano delle cosiddette “bestie” sia per il trasporto che per la forza motrice necessaria alla trazione dell'aratro, di conseguenza gli abitanti del contado producevano tanto latte da mungere ogni giorno mattino e sera, poi si vendeva al minuto di casa in casa proprio con recipienti di latta come questo, ma poi con l'avvento dell'era moderna finì questo meccanismo tradizionale quasi di sussistenza e l'oggetto fu riposto nel sottotetto dimenticato da tutti, mia nonna non buttava via mai nulla perché poteva tornar utile.
Non potrò mai dimenticare il buonissimo latte crudo che prendevamo dai “balsant” gli zii di mia madre che avevano una stalla grande per andare verso Castiglione.
Ricordo anche i numerosi greggi di pecore a Pisignano e dintorni, i formaggi avevano un sapore indimenticabile, erano caseificati virtuosamente nella stalla. Un pastore in particolare veniva sempre nei campi di mio nonno a fare brucare il grano in accestimento, credevo che le pecore lo rovinassero ma il nonno diceva che il grano grazie al taglio avrebbe accestito meglio producendo di più anche grazie alla concimata.
Le pecore erano utilissime anche all'amministrazione comunale ed all'Anas, in questo modo entrambe si risparmiavano di sfalciare e trinciare periodicamente la vegetazione lungo i fossi e le banchine stradali. Mi è stato raccontato che prima della guerra le pecore tosavo anche l'erba lungo gli arginelli dentro le saline!
Spero un giorno che queste lande possano nuovamente ospitare tanta zootecnia come un tempo. Il susseguirsi di mode agricole e la globalizzazione hanno degradato il paesaggio agricolo introducendo le monocolture con uso massiccio della chimica così anche la biodiversità ne ha profondamente risentito, ma cosa lasciamo alle future generazioni? Tanto progresso, una marea di comodità accompagnate da un ambiente completamente alterato e spesso nocivo. Fra agricoltura ed agricultura non so voi ma preferisco nettamente la seconda.

Foto Manuela Guarnieri