Approfondimenti

Cervia secondo Mario Luzi
Cervia secondo Mario Luzi
La seduzione di queste marine non è improvvisa, richiede anzi una certa assuefazione. Come la terra di Romagna che del resto le stringe da vicino con la sua campagna piatta, ricca e torrida, anche le cittadine costiere nascondono qui la loro grazia sotto un velo offuscato di monotonia e di squallore: a rimanerne convinto è poi piuttosto un sesto senso che la vista pura e semplice: il mare stesso, pallido e fiacco, più che eccitare il sangue con un'ebrietà istantanea, penetra per altre vie, più lente e segrete e certo meno sensibili, nella nostra confidenza e quasi direi nel nostro benessere. Dapprima una mortificante mancanza di materia, un poco generosa e pittoresca elementarità ce ne fanno avvertire la noia e il vuoto; ma poi lentamente, di giorno in giorno, si apprezza sempre di più la levità di questi orizzonti, l'esaltazione trascolorante più dello spazio che dell'acqua, quell'azzurro rarefatto insomma a cui non contrasta da terra nessun altro colore deciso, ma risponde se mai qualche tinta tenue e spenta che può lontanamente specchiarlo. Siamo qui nel dominio della pura luce e dei suoi puri giochi e avvenimenti mentre del colore carico e squillante delle marine tirreniche non trovo segno. Anche Cervia è una cittadina in tutto romagnola con quel tanto di veneziano che perdura fin nel cuore della Romagna se vogliamo riconoscerlo dai rampicanti che salgono alle finestre dei primi e dei secondi piani, dal verde logoro dei portelloni.

Mario Luzi