La Mostra

Ti racconto una cosa...del primo giorno di scuola
Ti racconto una cosa...del primo giorno di scuola
Il primo giorno di scuola ero così fiera: straordinariamente mi accompagnava la mamma e, siccome solitamente, iniziava a lavorare molto presto, doveva essere sicuramente un evento particolare, e poi, potevo finalmente sfoggiare la mia cartella di Barbie, quella cartella per la quale avevo sfinito i miei. Non ricordo di essere stata particolarmente emozionata, essendo già abituata ad andare alla scuola materna, mi sembrava tutto abbastanza normale. Ricordo i banchi, la lavagna, la cattedra, la mia amichetta del cuore, l’Erika con cui avrei diviso il banco.
La mamma mi accompagnò in classe, mi presentò i miei compagni e la maestra, mi raccomandò di stare seduta in silenzio, di ascoltare la lezione e poi mi disse che all’uscita avrei dovuto prendere il pulmino per tornare a casa. Mi disse che il pullman si fermava davanti a scuola, ma che ce n’erano due quindi, per farmi stare tranquilla di non sbagliare, chiamò una bambina, una mia vicina di casa di qualche anno più grande, e le chiese di aspettarmi all’uscita e di tornare a casa insieme. Mi salutò e andò al lavoro.
Al suonare della campanella d’uscita mi avvicinai alla porta di ingresso aspettando la mia vicina per tornare a casa dai nonni.
Aspettai, ma la bambina non aspettò me: vidi il pulmino partire, prima uno e poi l’altro...il panico, la paura, il pianto.
Come sarei tornata a casa?
La mamma era al lavoro e non sapeva che avevo perso il pullman, i nonni non avevano la patente e non potevano venirmi a prendere. Fortunatamente la maestra accorse in mio aiuto e, senza non poca fatica, erano altri tempi e non c’erano i cellulari, riuscì a contattare la mamma, che finalmente arrivò a recuperarmi.
Ricordo che mi sentivo affranta, temevo di aver deluso la mamma per non essere riuscita a fare ciò che mi aveva raccomandato, perché a causa mia aveva dovuto allontanarsi dal lavoro.
Da allora, per tutti gli anni a seguire, sono sempre stata attenta a non perdere nessun mezzo di trasporto, ad organizzarmi in caso di scioperi, senza dover “gravare” sui miei e sui loro lavori.
Ecco la prima lezione che ho imparato il primo giorno di scuola: essere autonoma!

Michela Migani